appuntamenti"ISRAELE-PALESTINA, 60 anni di conflitto: quali i termini del negoziato e tra chi?"
Interviene: Menachem Klein Il Pitigliani, Via Arco dei Tolomei 1 14 maggio 2008, ore 21 ...continua archiviocontattaci |
Il piano di disimpegno aggiornato dalla striscia di Gaza e da alcuni insediamenti in Samaria(sintesi dal testo originale, traduzione dell'Ambasciata d'Israele in Italia)La Risoluzione del Governo Israeliano sul Piano di Disimpegno Aggiornato (6 Giugno, 2004) Piano di Disimpegno Aggiornato – Punti chiave 1. Implicazioni Politiche e di Sicurezza Lo Stato di Israele non ha mai abbandonato il desiderio e gli sforzi di continuare il processo di pace, per poter raggiungere un accordo finale tramite negoziati e dialogo, sulla base della visione del Presidente Bush. Israele ritiene di dovere agire per migliorare la situazione attuale poiché, allo stato attuale, non esiste tra i palestinesi una controparte reale e affidabile, con la quale progredire in un processo di pace bilaterale. Israele ha quindi sviluppato un Piano di Disimpegno Aggiornato (da qui in avanti – il Piano), basato sulle seguenti considerazioni:
2. Elementi Principali A. Il processo: In questo primo stadio sono in corso le operazioni preliminari per l’attuazione del Piano. E’ stato istituito un gruppo di lavoro per determinare i criteri, le definizioni e le valutazioni necessarie per preparare la legislazione richiesta. Terminata la fase preparatoria, il Governo si riunirà per decidere sulla questione dell’evacuazione effettiva degli insediamenti, prendendo in esame uno per uno i quattro gruppi di insediamenti, che sono i seguenti:
Al termine della fase preliminare descritta, il Governo si riunirà periodicamente per decidere separatamente lo sgombero di ciascuno dei gruppi menzionati. Come da Articolo 2 di cui sopra, il processo qui descritto è soggetto alle risoluzioni del Governo e sarà implementato in accordo con il contenuto delle altre risoluzioni. La Striscia di Gaza
La Cisgiordania
Il processo di trasferimento dovrà essere completato entro il 2005. B. La Barriera Anti Terrorismo In accordo con le decisioni del Governo, lo Stato di Israele continuerà a costruire la barriera Anti Terrorismo. La Roadmap prenderà in considerazione le questioni umanitarie. 3. Situazione di Sicurezza dopo il Trasferimento La Striscia di Gaza
La Cisgiordania
4. Insediamenti e Infrastrutture militari nella Striscia di Gaza e nella Samaria Settentrionale Gli insediamenti militari saranno smantellati e sgomberati, fatta eccezione di quelli che lo Stato di Israele deciderà di trasferire a terzi. 5. Assistenza di Sicurezza ai Palestinesi Lo Stato d’Israele, in collaborazione con le forze di sicurezza palestinesi, fornirà la consulenza, assistenza e formazione necessarie per garantire l’implementazione degli obblighi di tali forze ai fini della lotta contro il terrorismo ed il mantenimento dell’ordine pubblico. Come da accordi, tale Assistenza sarà fornita da esperti Americani, Inglesi, Egiziani, Giordani ed altri. 6. L’Area di Confine fra la Striscia di Gaza e l’Egitto (Philadelphi Route) Lo Stato di Israele manterrà la presenza militare alla frontiera fra la Striscia di Gaza e l’Egitto (Philadelphi Route). Tale presenza è un requisito essenziale per la sicurezza. In alcune zone, può essere previsto l’allargamento dell’area in cui viene condotta l’attività militare. Successivamente, sarà considerato lo sgombero dell’area. L’evacuazione dell’area sarà dipendente, fra l’altro, dalla situazione di sicurezza e dalla consistenza della cooperazione con l’Egitto nello stabilire un accordo alternativo affidabile. Se e quando le condizioni permetteranno lo sgombero di quest’area, Israele considererà la possibilità di sviluppare un porto marittimo ed un aeroporto nella Striscia di Gaza, in accordo con le disposizioni in vigore. 7. Beni Immobiliari e infrastrutture civili In generale, gli elementi residenziali e strutture sensibili, sinagoghe incluse, non saranno mantenute, mentre saranno trasferiti gli altri servizi. Le infrastrutture relative alle reti idriche, elettriche, fognarie e di telecomunicazione saranno mantenute. In accordo con le disposizioni correnti, Israele continuerà a fornire ai palestinesi energia elettrica, acqua, gas e petrolio a pieno prezzo. 8. Attività delle Organizzazioni Internazionali Umanitarie Lo Stato d’Israele riconosce l’importanza dell’attività continuativa delle organizzazioni umanitarie internazionali e di altre organizzazioni coinvolte nello sviluppo civile che assistono la popolazione palestinese. Israele coordinerà le disposizioni con queste organizzazioni, in modo da facilitare le loro attività. Israele propone che sia stabilito un apparato internazionale, con l’accordo con gli elementi internazionali, che opereranno per favorire lo sviluppo dell’economia palestinese. 9. Disposizioni economiche In generale dovranno restare in vigore gli attuali accordi economici fra lo Stato di Israele e i palestinesi. Questi accordi comprendono fra gli altri:
Nel lungo termine, e al fine di incoraggiare l’indipendenza economica palestinese, lo Stato d’Israele intende ridurre il numero di lavoratori palestinesi che entrano in Israele, fino a farlo cessare completamente. Lo Stato d’Israele supporta lo sviluppo delle fonti di impiego all’interno della Striscia di Gaza e nelle aree Palestinesi della Cisgiordania, 10. Passaggi internazionali a. Il Passaggio Internazionale fra la Striscia di Gaza e l’Egitto
b. I Passaggi Internazionali fra la Cisgiordania e il Giordano:
11. Il valico di Erez Il valico di Erez sarà spostato a una posizione interna a Israele entro un periodo di tempo che verrà determinato separatamente dal Governo. 12. Periodo di Transizione Al fine di garantire il veloce ritorno alla normalità per i soggetti sgomberati, nel periodo di transizione verranno applicate le seguenti disposizioni:
Conclusione L’obiettivo è che l’implementazione del piano possa portare ad un miglioramento della situazione ed interrompere l’attuale situazione di stallo. Se e quando ci dovesse essere, da parte palestinese, l’intento, la capacità e la messa in pratica di una lotta contro il terrorismo e la piena cessazione del terrorismo e della violenza nonché l’istituzione di una riforma come richiesto nella Road Map, sarà possibile tornare sulla strada della negoziazione e del dialogo.
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