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"ISRAELE-PALESTINA, 60 anni di conflitto: quali i termini del negoziato e tra chi?"

Interviene:
Menachem Klein

Il Pitigliani, Via Arco dei Tolomei 1

14 maggio 2008,
ore 21


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Lettera a Olmert

Roma, 7 novembre 2006

Egregio Primo Ministro Olmert:

Siamo un gruppo di Ebrei italiani che credono nel pari diritto dei popoli israeliano e palestinese a una propria esistenza nazionale e alla necessità di una soluzione negoziata al conflitto che si fondi sul principio di “due Stati per due popoli”. Siamo pure impegnati da molti anni nella lotta al razzismo e all’anti-semitismo in Italia e in Europa.
Le scriviamo mossi da profonda preoccupazione circa il futuro di Israele quale stato ebraico e democratico, la sua esistenza pacifica e sicura, e i suoi legami duraturi con la Diaspora.
Lei, Sig. Olmert, ha condotto la sua campagna nelle elezioni di marzo sulla base di un piano specifico – la “Convergenza” – ampiamente condiviso dagli elettori israeliani.
Notiamo ora con sgomento la sua decisione di includere il partito Israel Beitenu nella coalizione di governo. Le posizioni di tale partito sui cittadini Arabi di Israele e sui rapporti tra Israele e i palestinesi sono profondamente razziste e inaccettabili in una democrazia come pure nella prospettiva di valori ebraici di tolleranza e universalismo nei quali crediamo. Simili dichiarazioni sono in aperto contrasto con i principi fondanti della Dichiarazione d’Indipendenza dello Stato di Israele del maggio 1948.
Nel firmare un accordo di coalizione con il Sig. Lieberman, lei ha legittimato tali opinioni e contraddetto le direttive del suo stesso governo per quanto riguarda le “Minoranze”.
La presenza stessa del partito del Sig. Lieberman nella coalizione costituisce un enorme ostacolo a una seria trattativa con l’Autorità Palestinese o con la Siria, il blocco degli insediamenti nei territori e lo sgombero degli “avamposti” illegali che ci sembrano gli imperativi più urgenti per il governo d’Israele oggi. La esortiamo, Sig. Primo Ministro, a ripensare la sua decisione.

Rispettosamente,

Gruppo Martin Buber - Ebrei per la pace