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"ISRAELE-PALESTINA, 60 anni di conflitto: quali i termini del negoziato e tra chi?"

Interviene:
Menachem Klein

Il Pitigliani, Via Arco dei Tolomei 1

14 maggio 2008,
ore 21


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Gli ebrei italiani, la laicità e i DICO

In Italia è oggi in atto una lotta senza quartiere contro le libertà civili che ha finito per riverberarsi all’interno delle Comunità ebraiche.

Gli ebrei italiani, che si sono schierati a favore del divorzio, dell’aborto e della procreazione assistita, sembrano vacillare di fronte alla questione dell’uguaglianza dei diritti dei “diversi” , che costituisce un imperativo della coscienza ebraica sancito dalla storia anche recente di comuni persecuzioni, con cui contrastano però divieti di carattere normativo e religioso.

Non vogliamo intrometterci nelle opinioni delle autorità religiose ebraiche, quale quelle espresse dal Rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni in un articolo pubblicato su Shalom e su “Il Giornale”, che riteniamo legittime, in quanto opinioni, che possono, anzi, debbono essere liberamente discusse.

La politica italiana è inceppata da mesi sulla questione dei DICO, un compromesso fra coloro che sentono la necessità di estendere diritti uguali a tutti e coloro che non accettano che la società italiana garantisca i diritti civili di tutti gli individui, così come nella maggior parte dei Paesi europei, nonchè nello Stato di Israele, dove tali diritti sono sanciti dalla legge vigente in contrasto con le posizioni, pur legittime e autorevoli, del rabbinato locale.

Questa è l’occasione nella quale noi ebrei italiani possiamo contribuire, benchè minoranza esigua, allo sviluppo moderno del Paese, purchè l’ebraismo italiano non cada, come temiamo stia avvenendo, nella trappola di accettare le posizioni contrarie all’allargamento dei diritti e al principio dell’uguaglianza dei cittadini.

Se il divorzio, l’aborto e la procreazione assistita corrispondono quasi per intero ai dettami della normativa ebraica, e giustamente li abbiamo appoggiati, noi ebrei dobbiamo accettare leggi del nostro Stato, come quella sui DICO, che, pur essendo oggetto di dibattito nel mondo ebraico, presentano una caratteristica comune alle altre che abbiamo nominato, quella cioè di non essere coercitive nè nei confronti dei singoli nè tanto meno delle confessioni religiose.

Si tratta, in una parola, della laicità dello Stato, che oggi l’alleanza tra Chiesa cattolica e destra politica mette in discussione, ma che, da secoli, è inserita nelle nostre norme e nei nostri comportamenti. Uno stato laico, garante del neutrale rispetto della libertà e diversità religiosa, è per noi ebrei essenziale; difendiamo la laicità, in quanto cittadini, ma anche per motivi di sopravvivenza, di dignità morale, di tutela del nostro status di minoranza.

Gruppo Martin Buber - Ebrei per la pace