appuntamenti"ISRAELE-PALESTINA, 60 anni di conflitto: quali i termini del negoziato e tra chi?"
Interviene: Menachem Klein Il Pitigliani, Via Arco dei Tolomei 1 14 maggio 2008, ore 21 ...continua archiviocontattaci |
Chi siamoIl Gruppo Martin Buber-Ebrei per la pace, costituitosi
a Roma nel 1988, si è voluto riferire nel nome al filosofo ebreo d’origine
viennese, emigrato in Palestina nel 1938 dove insegnò all’Università ebraica
di Gerusalemme, per la sua attenzione al dialogo, all’incontro con “l’altro”
come caratterizzante delle relazioni umane. Sul piano politico questo si
tradusse nell’invocare con acuta preveggenza la necessità del dialogo e della
conciliazione fra ebrei e arabi in Israele e Palestina. Il riconoscimento
reciproco dei diritti del popolo israeliano e di quello palestinese alla
propria esistenza nazionale e la ricerca di una soluzione negoziata del
conflitto basata sul principio di “due popoli-due stati” sono quindi i
principi alla base dell’attività del Gruppo. Soltanto la spartizione
concordata fra i due popoli di quella terra contesa fra due diritti di pari
dignità può impedire il perpetuarsi di una guerra senza fine fra israeliani e
palestinesi. Le nostre posizioni sono illustrate più in dettaglio nella
Dichiarazione degli Ebrei della Diaspora in sostegno alla pace fra Israele e
Palestina e nella petizione “Due popoli – due stati”, riportate in questo
sito.
Mossi da questi convincimenti noi promuoviamo nel mondo ebraico in Italia,
così come altri gruppi a noi simili in altri paesi d’Europa e negli Stati
Uniti, e nell’opinione pubblica più in generale, incontri fra israeliani e
palestinesi, manifestazioni, iniziative culturali ed educative, al fine
di diffondere le idee che ci animano e di sostenere coloro che
in Israele e Palestina ricercano la coesistenza contro la stupidità
distruttiva del fanatismo.
La seconda direttrice d’azione del nostro Gruppo è quella della battaglia
contro il razzismo e l’antisemitismo. Dell’antisemitismo sono gli ebrei in
prima persona a soffrire da generazioni, ma esso è una patologia che denota il
malessere di una società, il pericolo che essa corre come luogo di convivenza
democratica. Contro il pregiudizio razzista e antiebraico, che si nutre di
ignoranza, di diffidenza, l’antidoto più efficace è la diffusione della
conoscenza dell’altro. E’ quindi una priorità per noi agire nel campo
dell’educazione, diffondere la cultura ebraica, nelle sue molteplici
espressioni in Israele e nella Diaspora, nelle scuole, nella pubblicistica,
nelle associazioni culturali. Il terzo campo di attività del Gruppo è quello dell’incontro fra culture e diversità. In Italia, con un ritardo storico rispetto al resto dell’Europa e malgrado il persistere di forme acute di xenofobia, si va affermando una società multiculturale. Ma è ancora lontano il riconoscimento della laicità dello stato e della scuola pubblica. Noi ci battiamo perchè comunità religiose ed etniche diverse possano convivere in un confronto libero e di pari dignità in cui lo stato mantenga un neutrale rispetto delle diversità, che è garanzia di pluralismo e di tutela delle minoranze. |
||
copyright © Gruppo Martin Buber
I documenti contenuti in questo sito sono protetti.
L'uso è concesso a condizione che se ne citi la proprietà intellettuale e la
fonte.